Fabbrica di biciclette riprende la produzione (in autogestione)
biciclette a Nordhausen riprendono la produzione in
autogestione [en]
Date Thu, 20 Sep 2007 14:02:41 +0200 (CEST)
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Comunicato stampa della FAU-AIT del 19 settembre 2007:
I lavoratori e le lavoratrici della fabbrica occupata
di biciclette a
Nordhausen, nello stato di Turingia, ha ripreso la
produzione in autogestione.
I 135 operai e operaie della Bike Systems GmbH a
Nordhausen, che dal 10 luglio
2007 occupano la fabbrica, hanno deciso di riprendere
la produzione di
biciclette in autogestione. Perché il progetto abbia
successo, devono
raccogliere 1.800 ordini per biciclette entro il 2
ottobre. Gli oeprai e le
operai stanno lavorando insieme al sindacato
anarcosindacalista FAU (Freie
Arbeiterinnen- und Arbeiter-Union, "sindacato libero
delle lavoratrici e dei
lavoratori"), che ha lanciato una campagna tramite il
sito web
http://www.strike-bike.de . Da oltre due mesi, il
personale di questa fabbrica
nel sud delle montagne dell'Harz lavora in tre turni.
Vogliono impedire la
chiusura definitiva e lo smantellamento e la svendita
della fabbrica. Il 10
agosto 2007, l'azienda [di proprietà statunitense
della texana Lone Star] ha
presentato l'istanza di fallimento: la fabbrica è
sfruttata e in brutte
condizioni, i locali sono stati svuotati ad eccezione
di una parte. Il
personale riceve il sussidio di disoccupazione ma
spera di poter continuare a
lavorarvi.
Hamburg/Nordhausen, 19 settembre 2007
Freie Arbeiterinnen- und Arbeiter-Union
Fettstr. 23,
20357 Hamburg
http://www.fau.org
"Strike-Bike" - la bicicletta della solidarietà di
Nordhausen
Durante l'occupazione ed in seguito alle discussioni
durante le visite che
abbiamo ricevuto da persone che offrono la loro
solidarietà, noi operaie e
operai della fabbrica abbiamo pensato di riprendere
per qualche tempo la
produzione. Dal momento che non miriamo soltanto ad
evitare lo sgombero della
fabbrica e un eventuale arrivo di un nuovo
investitore, l'idea della
"Strike-Bike" sta incontrando sempre più risposte
positive. Ora sorge
l'opportunità di dimostrare la capacità dei lavoratori
e delle lavoratrici di
sviluppare i propri concetti con successo e di
autogestire la produzione e la
distribuzione.
Se riusciamo nel nostro obiettivo di raccogliere
ordini per 1.800 biciclette
prodotte in autogestione, aiuteremo a diffondere le
idee di solidarietà e
daremo un sostegno morale ai nostri compagni e
compagne che si trovano in
situazioni simili che lottano, come noi, per evitare
la "ristrutturazione
zero". Da chiunque!
Abbiamo trovato l'aiuto della Freie Arbeiterinnen- und
Arbeiter-Union (FAU) che
si sta attivando in tutta la Germania per meglio
pubblicizzare la nostra lotta
e la vendita della "Strike-Bike".
Per ulteriori informazioni:
http://www.strike-bike.de
Per la storia dell'occupazione:
http://www.labournet.de/branchen/sonstige/fahrzeug/bikesystems.html
Per contatti con il personale e per ordini:
"Bikes in Nordhausen e.V."
c/o. André Kegel,
Bruno-Kunze-Str. 39
99734 Nordhausen
Telefono: 03631-622.124 e 03631-403.591
Fax: 03631 - 622 170
E-mail: <fahrradwerk@gmx.de>
Per ulteriori informazioni sulla campagna della FAU
Strike-Bike Solidarity
Group, contatta il portavoce:
Folkert Mohrhof
Cell. 0179-4863252
Dal lunedì al venerdì tra le ore 10 e le ore 15, anche
al +49.40-20.90.68.96
Traduzione di a-infos-it
mi_l'an0 zero...la vera storia di milano (la citta' dei brambilla)
diciamo subito che mi_l'an0 zero non c'entra un cazzo con milano. diciamo subito che mi_l'an0 zero e' il clown uscito dal controllo che sbeffeggia milano e la sua presunzione. blablabla mi_l'an0 zero ha altro da fare che star ora a disaminare...parte col sottolinare solo che una citta' la si capisce dalle sue fondamente e dalla storia e dai simboli che adotta...
milano...per chi se lo fosse scrodato, ha la scrofa lanuta come simbolo originario...come dire...
tanto meschina da nasconderlo dietro l'anguilla!!! degli sforza :)
abbiamo cercato il significato di questa scrofa, immersi tra leggende celte (un'accozzaglia di ubriachi che popolavano l'europa nordica) e infiinita' di miti...alla fine ci siam detti una scrofa e' una scrofa e pure lanuta...tz' :))

troppi incidenti? e noi togliamo i semafori!
Straordinaria iniziativa di un comune teutonico, per una migliore conviviabilita'
viene ideato e messo in opera lo spazio condiviso. Pedon-ciclisti&mezzi a motore.
Tutti insieme appassionatamente. Neanche la massa critica si era pensata una cosa
del genere, tenete d'occhio le citta' dell'esperimento, vedremo che succedera'
Via i semafori contro gli incidenti
La città tedesca di Bohmte adotta una strategia originale per contrastare gli incidenti: eliminare
le segnalazioni di stop
BERLINO - Il semaforo ha ormai le ore contate. Almeno nella città tedesca di Bohmte, dove da
oggi converrà tenere gli occhi ben aperti. Che siate un pedone o un automobilista non fa
differenza: non troverete luci verdi o rosse, né segnali di stop a guidare i vostri spostamenti
nel centro. Solo un indifferenziato «spazio condiviso».
VIA I SEMAFORI - L’obiettivo, a prima vista paradossale, è infatti quello di ridurre
drasticamente il traffico e il numero di incidenti. Per ottenerlo la giunta comunale ha deciso, a
partire da oggi, di eliminare completamente semafori e indicazioni di stop. Le 13.500 vetture
che transitano quotidianamente per queste strade dovranno vedersela, faccia a faccia, con i
pedoni. L’idea, che agli abitanti delle città italiane più caotiche può apparire folle, nasce da un
ingegnere olandese, Hans Monderman, ed è appoggiata dall’Unione europea, che coprirà metà
degli 1,2 milioni di euro necessari per fare piazza pulita dei tradizionali segnali di regolazione
del traffico.
UNO SPAZIO CONDIVISO - Alla base del progetto sta la filosofia dello spazio condiviso, un
approccio urbanistico in cui si vuole mettere sullo stesso piano pedoni, ciclisti e automobilisti,
responsabilizzando i singoli cittadini. L’eliminazione dei semafori e degli alt obbliga tutti i
protagonisti della strada a guidare con più cautela, e soprattutto a cercare il contatto visivo, a
guardarsi intorno e negli occhi costantemente. Nessuno potrà affidarsi ciecamente a un
segnale di via libera o di stop, ma dovrà negoziare le proprie mosse tenendo conto degli altri.
Anche perché è ormai assodato che la presenza di semafori, di strisce e simili segnali di per sé
non salvaguarda da incidenti.
FUNZIONERA’? - Una filosofia che è già stata applicata nella città olandese di Drachten – da
cui sono scomparsi addirittura i marciapiedi – e a cui sta pensando anche un comune a nord di
Berlino, Fuerstenberg/Havel. Forte di queste esperienze, il sindaco di Bohmte Klaus
Goedejohann è ottimista: «Il traffico non sarà più dominante». Ma non tutti sembrano
convinti: «Solo perché ha funzionato in Olanda non è detto che funzioni anche qui», ha
commentato Werner Koeppe, uno specialista dell’Istituto sul traffico di Berlino. La prova del
nove consisterebbe probabilmente nel testarlo in Italia.
Carola Frediani (repubblica.it)
12 settembre 2007
NO Copyright
"Things can be copyrighted, thoughts cannot be copyrighted, and certainly meditations cannot be copyrighted. They are not things of the marketplace. Nobody can monopolize anything. But perhaps the West cannot understand the difference between an objective commodity and an inner experience. For ten thousand years the East has been meditating and nobody has put trademarks upon meditations."
Osho
Om Shanti Shanti Shanti
statt' zitt'
Le sirene di ambulanze, polizia, pompieri; il ronzio di aerei, treni, automobili, motociclette; il trapano dei martelli pneumatici, il brontolio dei bulldozer, lo stantuffo di fabbriche e cantieri.
E poi i rumori provocati dai singoli: il televisore del vicino, lo stereo dei figli, il cinguettio irritante dei telefonini, il pianto disperato di un neonato in carrozzina. A proposito: l'esercito americano ha appena messo a punto un arsenale di "proiettili sonori". Sono registrazioni di bambini che piangono, sparate a 140 decibel. Un suono a 45 decibel, per intendersi, impedisce il sonno. Il rumore del traffico, sentito da un passante sul marciapiede, raggiunge i 70 decibel. A quota 85 decibel, si verifica un danno all'udito. A 120 decibel si sente un dolore acuto alle orecchie. Possiamo immaginarci cosa succede a 140.
La cacofonia di suoni che ci circonda, avvertono studi scientifici a regolari intervalli, mette in pericolo la nostra salute: è causa di aggressività, ipertensione, stress, disturbi cardiaci. Ma non sembra essere questa l'unica conseguenza nefasta del "noise pollution", l'inquinamento sonoro, come lo chiamano gli esperti internazionali: se l'uomo moderno non ritrova al più presto un po' di silenziosa quiete, rischierà di perdere, insieme all'udito, anche la consapevolezza di sé. In "Manifesto for silence" (Manifesto per il silenzio), un libro pubblicato in questi giorni in Gran Bretagna e anticipato ieri dal Financial Times, il professor Stuart Sim, docente di critica teorica alla University of Sunderland, sostiene infatti che il rumore è un elemento della guerra condotta dalle forze del progresso economico contro l'individuo. Religione, filosofia, arte, letteratura, musica, - secondo la sua tesi - dimostrano che il silenzio non contraddistingue l'assenza di qualcosa, bensì rappresenta un bene di importanza cruciale per la nostra civiltà: è il fiume in cui naviga il pensiero umano. Un fiume che ora rischia di prosciugarsi del tutto.
Cantieri che lavorano 24 ore su 24, come a Shanghai, a Mosca e a New York, sempre più automobili ed aerei, sempre più gente con sempre più telefonini accesi, creano un rumore di fondo - scrive l'autore - che demolisce gradualmente la capacità umana di ragionare, esprimersi, esistere: "Cogito, ergo sum", non si può pensare in un fracasso spaventoso. Ed ecco allora questo "manifesto per il silenzio", l'invito a insorgere in difesa della quiete, citando la tradizione religiosa di buddisti, quaccheri, monaci trappisti, per i quali il silenzio rappresenta la forma più assoluta di coscienza, ma citando pure la scrittrice americana Susan Sontag ("il silenzio è una forma di discorso") e il compositore John Cage ("non esiste silenzio che non sia carico di suono"). Naturalmente non bisogna esagerare col silenzio, anche perché può essere equivocato: non dire niente, talvolta, significa soltanto non avere niente da dire. "Ma non è forse vero che tutti i momenti più belli ci lasciano senza parole?", domandava uno che di silenzio se ne intende, il grande mimo francese Marcel Marceau.
Dunque cerchiamo di stare, almeno ogni tanto, col cellulare spento, lontani dal traffico e con la bocca chiusa. Magari riusciremo a sentire noi stessi, come l'astronauta di Odissea nello spazio, chiuso in una capsula sperduta nel buio cosmico, quasi assordato dal proprio respiro: l'unico rumore percepibile nell'universo, il misterioso soffio della vita.
Sei cio' che respiri
Le micropolveri, granellini di pochi micron che ti entrano nei polmoni, si
mescolano nel sangue, attivano ripetutamente [ripetuta ripetuta brr brr] i
globuli bianchi finche' questi non incominciano a essere eccitati troppo
frequentemente e si sviluppano allergie.
Fumi cancerogeni vengono respirati e diffusi nell'organismo. Asma fin dalla
piu' tenera eta', e un bel cancro ai polmoni dopo.
Tu ti sbatti al lavoro finche' resti in piedi, poi ti esuberano, lasciandoti
morire nel malsano quartiere dormitorio senza servizi in cui ti hanno relegato
col tuo misero stipendio, dopo averne risucchiato avidamente tutto il
plusvalore.
Ma "loro" chi sono?
Sono i ricchi, quelli con le cui azioni spingono le speculazioni finanziarie a
risultare sempre vantaggiose - per loro - e sempre dannose - per te.
Una scorciatoia per uscire da questo tunnel senza pista ciclabile c'e'.
L'antica saggezza vedica indica chiaramente che noi si e' cio' che si mangia.
Ma la vulgata che pretende di trasformare questa saggezza in limite,
astenendosi dal mangiare certi - o tutti - gli animali, anziche' essere letta
come incitamento positivo, la sua prescrittivita' ne fa un fossile etico
superabile solo con slancio rivoluzionario.
Sei cio' che mangi? Bene! Mangia i ricchi!
L'antropofagia classista e' la scorciatoia per la soluzione immediata dei
problemi sociali:
alle mense i famosi brodini degli Agnelli sfameranno centinaia di senza tetto,
il brasato di Tronchetti Provera si sposa con la senape di Digione, la fettina
e il sottospalla di Colaninno (rispettivamente alla piastra e in forno con
patate e rosmarino) ti trasformeranno in un Mida buono.
Dai quartieri neri di Washington migliaia di lavoratori temporanei si
riversano verso Pennsylvania Avenue per il gran veglione alla Casa Bianca.
Ci si abbuffa di tutti gli abitanti.
Adesso la FIAT fa insaccati. Alla SEAT si sviluppa la linea di produzione di
suoi "zamponi di dirigente con lentejas" e "gazpacho di Borbone" per non
parlare dell'inimitabile "rabo de Aznar".
La General Motors e' celebre per i suoi pasti veloci di brokers, il "wall
street fast food". I bambini lo chiamano gia' "il mio wally" e in dono
ricevono i denti d'oro del proprietario fisico precedente del loro ripieno
farcito.
Eat the rich! Because you are what you eat!
.. e quando incontrerete i clienti di Vissani... il tovagliolo mettetelo
voi!"
Mahatma Bokassa
io correvo a cento all'ora...
in realta' pare che la velocita' raggiungesse i 130 (in pieno centro cittadino)
ma si sa, il problema non e' la velocita', perche' continuano a vessare rispettabili cittadini che velocemente devo raggiungere le proprie mete quotidiane??? mentre in giro si sa e' pieno di rincoglioniti che non sanno guidare...cosa vogliono da me???
io questa solfa l'ho sentita parecchie volte...sicuramente l'avra' cantata lo 'sfortunato' driver, che ha centrato ben 2 birilli...
(dal corsera on-line)
Auto a 130 all'ora travolge due ciclisti L'incidente alle 17.30 in via Francesco Sforza. La macchina si è schiantata contro un portone. I testimoni: un pazzo al volante
L'incrocio attraversato a gran velocità. La sbandata sotto gli occhi atterriti dei tanti passanti. L'auto che si ribalta dopo essere saltata sul cordolo della corsia preferenziale. E l'impatto contro due ciclisti, finiti poi sotto le ruote della macchina e trascinati per una decina di metri. Fino a quando la vettura si è schiantata contro il muro, dopo aver abbattuto quattro archetti di ferro sul marciapiedi e una Vespa parcheggiata. L'investitore ha rischiato di essere picchiato da alcuni cittadini. Un passante gli ha messo persino le mani attorno al collo: «Sei un pazzo, dovrebbero toglierti la patente a vita».
I vigili del fuoco hanno dovuto utilizzare la fiamma ossidrica per estrarre dalle lamiere i corpi dei due ciclisti, ricoverarti in condizioni molto gravi. Per circa tre ore il traffico e i mezzi pubblici (94 e 77) sono stati deviati. L'incidente ha avuto il suo epilogo verso le 17.30 in via Francesco Sforza, subito dopo l'incrocio con corso di Porta Romana, in pieno centro, e avrebbe potuto avere conseguenze più gravi: a quell'ora nella zona c'erano diverse persone. M.B., 33 anni, di Milano, è alla guida della sua Ford Fiesta scura. Percorre via Santa Sofia in direzione largo Augusto. Secondo i vigili urbani e due ragazze che lo hanno visto sfrecciare proprio davanti agli occhi, M.B. attraversa l'incrocio con corso di Porta Romana ad oltre 100 chilometri all'ora, forse di più.
Il semaforo è verde e lui non rallenta. L'auto sbanda sul dosso e sui binari del tram. M.B. perde il controllo della vettura. Sale sul cordolo della corsia preferenziale per i mezzi che percorrono via Francesco Sforza in senso contrario. Carambola, si mette su un fianco, travolge due ciclisti in sella a mountain-bike, un uomo di 69 anni e una donna di 53. Li arrota e finisce sul marciapiede, abbattendo tre archetti di ferro e uno scooter. La folla corsa si conclude con uno schianto pauroso contro il muro di un edificio, davanti all'ingresso del civico 43. Poi, i momenti di tensione, la corsa contro il tempo per estrarre i ciclisti dalle lamiere contorte e trasportarli in ospedale: l'uomo al Policlinico e la donna al Fatebenefratelli. L'investitore, in lacrime, viene accompagnato al pronto soccorso del Policlinico: le sue condizioni non sono gravi.
Michele Focarete
03 settembre 2007
Turchia, incidenti e centinaia di arresti durante il corteo del 1 Maggio.
I trasporti nella citta' sono rimasti paralizzati dopo che la polizia ha isolato alcune vie del centro citta'. I traghetti e la circolazione delle linee metropolitane sono stati sospesi per evitare che i manifestanti in arrivo dal resto del paese e concentrati sulla riva opposta dello stretto del Bosforo potessero unirsi al corteo della parte europea. Il governatore di Istanbul, Muammer Guler, ha dichiarato che la polizia e' intervenuta quando i manifestanti hanno cercato di entrare nella piazza Taksim nonostante le autorita' cittadine avessero negato l'autorizzazione. In seguito gli stessi leader sindacali hanno strappato alla polizia il permesso di far entrare un numero limitato di partecipanti al corteo.
15?
18! oh ho trovato la risposta a sta cazzo di domanda, 15-18 punto
quindi hai smesso di fumare?
non direi, a parte che sto fumando la pipa, non mi sembra di aver smesso. poi non so, stare li' a pensare di aver smesso, non fa che farti venir la voglia di riprendere. le cose devono accadere, e sono okkei.
cioe'?
cioe' che non ho voglia di passare il tempo a pensare a quanto sono fico perche' ho smesso di fumare, smesso poi... tanto prima o poi riprendo, perche' dovrei affliggermi ora?? (tie' becca la citazione) dicevo perche' dovrei affliggermi ora, se poi ricomincero'???
cmq stai smettendo...
bah in realta' come ti dicevo non sto fumando piu' tabacco rollato, ma in pipa, credo sia meglio, forse fa pure meno male,
non aspiri completamente, e poi non usi la carta. insomma tutti i ciloomari lo dicevano, il problema mica era il troppo thc, no
il problema e' la carta che usi x farti le canne.
che poi boh, cioe' viviamo a milano...
cmq ecco sto percependo la dipendenza, l'ultima sigaretta prima di addormentarmi, la prima sigaretta appena sveglio, boh per ora non subisco piu' sta situa...e sento la mia saliva la mia bocca senza l'incamatrazione, beh diciamo che sono soddisfatto.
ma vorresti smettere di fumare?
impossibile...cioe' boh!
deriva
piove acqua calda col sole
viale morgantini/selinunte
piove acqua calda col sole
martiri d'italia??- anpi
via micene - bar
viale?? tracia scrostato
edilizia popolare
piove acqua calda col sole
mi_l'an0zero
mi_l'an0zero.
Nulla solo mi_l'an0zero. Nessuna storia, zero radici, no relazioni. Zero Solo Zero.
Milano farina 00 ;)
maldauto
porto di Palermo. Poi, a un certo punto, un giovane di 25 anni, M.G., ha notato sul parabrezza
uno strano e sgradito ospite, un piccolo serpente. Quando l'uomo ha tentato di rimuoverlo, il
rettile lo ha morso alla mano destra. Così il protagonista della vicenda è finito in ospedale.
Al giovane non è bastato il fazzoletto utilizzato per catturare il serpente. La protezione non è
servita ad evitargli il morso. Così ha chiesto aiuto ai carabinieri, che l'hanno trasportato
all'ospedale Buccheri-La Ferla, dove è stato medicato e trattenuto in osservazione un paio
d'ore. Giudicato fuori pericolo, l'uomo è stato dimesso senza alcuna prognosi.
Il rettile, invece, lungo circa 20 centimetri e di colore scuro, è stato preso in custodia dai
carabinieri, per poi essere consegnato alla Forestale. Toccherà infatti a questo corpo della
Polizia stabilire la razza del serpente ed eventualmente rimetterlo in libertà in una riserva
protetta.
ANALISTA
gli ausiliari del traffico popolano i tuoi incubi?
alla vista di un semaforo rosso ti incazzi come un toro??
ti stai trasformando in un serial killer?
fermo!
prima che Paolo Crepet parli di te a Porta a Porta devi trovare un
rimedio no, non fissare l'appuntamento con quel dottore la' tanto
bravo, risparmia sull'analista!!!
l'analista non serve e nemmeno gli psicofarmaci, ti svelero' un
segreto: non sei fatto per stare chiuso ore e ore dentro una
scotoletta metallica.
evadi dall'auto usa la bici ti sentirai meglio, piu' libero e piu'
bello criticalmass contro il logorio della vita moderna terapia di
gruppo ogni giovedì piazza dei mercanti milano ore 21,30
stressauto
Aci, troppi "furbetti del volante" prima causa di stress per chi guida
Un sondaggio rivela che gli automobilisti scorretti e maleducatipreoccupano gli italiani. Unica terapia più pattuglie e controlli
ROMA - Sorpassano a destra, accecano con i fari, suonano il clacson appena scatta il verde, si incollano dietro l'auto tentando sorpassi azzardati e rischiosi. La scorrettezza e l'aggressività, tipica di un gran numero di automobilisti, preoccupa e innervosisce gli italiani al volante più del traffico e delle multe. Ribattezzati "furbetti del volante", sono in testa al sondaggio condotto dall'Automobile Club d'Italia (Aci) sulle dieci cause principali che provocano stress agli automobilisti. E secondo l'Aci, l'unica terapia efficace contro questa forma di stress consiste in una maggiore presenza delle pattuglie delle forze dell'ordine come deterrente contro i comportamenti scorretti e pericolosi alla guida.
La causa più diffusa di stress alla guida è infatti la presenza di conducenti "furbi" o "scorretti". "I furbetti del volante" sono coloro che appunto sorpassano a destra, non rispettano la distanza di sicurezza, procedono a zig-zag nel traffico, lampeggiano continuamente e suonano il clacson. Questa categoria di conducenti rappresenta per il 52 per cento degli automobilisti un fattore di forte disagio oltre che di pericolo.
L'insofferenza crescente verso la maleducazione alla guida degli altri conducenti, più che per un imprevisto come un guasto o un piccolo incidente, è una ulteriore dimostrazione di come la sicurezza e la tranquillità di quanti si mettono al volante in questi giorni vadano perseguite soprattutto sul piano della prevenzione e della formazione di una sana cultura della guida.
Il sondaggio dell'Aci evidenzia, infatti, che il timore di una multa (stressa un conducente su dieci) o di un piccolo incidente (uno su 14) sono cause quasi accessorie dello stress alla guida. La maggior parte degli automobilisti vive, invece, con forte preoccupazione i comportamenti aggressivi e scorretti degli altri.
L'Aci sottolinea, quindi, come "solo la presenza visibile e tangibile di una pattuglia delle Forze dell'Ordine, finalizzata alla prevenzione prima ancora che alla repressione, sia un efficace deterrente per ogni comportamento pericoloso e non conforme al Codice della Strada".
Le altre cause di stress al volante sono il traffico e le code, la carenza dei parcheggi, improvvisi guasti meccanici, rischio di una multa, cantieri e "lavori in corso", rifornimento di carburante, piccolo incidente, pedaggio autostradale, necessità di un carro attrezzi.




